Pozzo Strada  – Puteum Stratæ – è un quartiere ubicato a ovest di Torino. E all’inizio erano proprio quelle le cose che identificavano la zona: un pozzo e una strada. È un quartiere tagliato da grandi vie di scorrimento che frantumano il tessuto in tanti piccoli nuclei. Una di queste vie è corso Monte Cucco, il viale lungo il quale s’intrecciano i pensieri di una madre e di una figlia. Pensieri che riguardano Virle, la piccola Venezia del torinese, e Torino stessa. Pensieri che ogni primavera, avvolti dal profumo dei tigli, svaniscono poco a poco dalla mente della madre.

“Mi chiamo Maddalena.

Di tanto in tanto me lo ripeto, guardandomi dritta negli occhi, allo specchio, mentre raccolgo i capelli nella solita crocchia. Uso quattro forcine, quattro soltanto, per imbrigliare i miei capelli crespi e grossi come cotone da imbastire. Un tempo erano neri e lucidi, ora che sono diventati grigi, posso nasconderne il colore con quelle tinture innaturalmente corvine che compro al Continente, ma la consistenza quella no, s’è fatta ancora più ispida e non posso farci molto.

Mi chiamo Maddalena, vivo con mia madre, solo noi due. Lei non sa più chi io sia, così ogni tanto mi tocca riconoscermi allo specchio, ricordarmi chi sono.”

Incipit del racconto Mi chiamo Maddalena (Chiara Bertora) – Foto: DieciCento